Tutti i numeri e la cronaca dietro le quinte di Marina

Regata del Bocolo 2019

48 barche sul campo di regata, 45 classificate, ma soprattutto… 6 podi CVC, di cui due “ori”, Arzento Vivo e Soravento, rispettivamente primo e secondo assoluti!!!

ll ritorno della Regata di San Marco in laguna nord porta grandi soddisfazioni al Casanova: i velaterzisti di Punta San Giuliano sono di casa nel campo disegnato tra San Secondo, Stazione Meteo ed Isola di Campalto, la giornata perfetta con un vento sugli 8 nodi e la prova molto divertente con un gran lasco ed un traverso cavalcati a gran velocità tra le boline di partenza ed arrivo [guarda le istruzioni di regata].

Un grazie all’organizzazione AVT con gran finale gastronomico dalla “Marisa”, ma soprattutto agli equipaggi della splendida flotta sociale [vedi la flotta sociale del CVC], che tra emozioni  e disavventure, risulta premiata in tutte le categorie (o quasi, ma solo perché non abbiamo un bateo a pisso…).

A breve il secondo appuntamento della stagione, alla Regata dei Fortini l’1 maggio, ma intanto una lettura scanzonata di quello appena concluso [leggi la cronaca di regata di Marina].

.......

MARRONE

(14)

VERDE

(10)

GIALLA

(9)

BLU

(4)

AZZURRA

  (4)

ARANCIO

(7)

1

Barba Andrea

(AVT)

Rosso Ve.

(SCM)

Arzento Vivo

(CVC)

Soravento

(CVC)

Nona Patata

(AVT)

Marangona

(AVT)

2

Minokuro.

(AVT)

Ciao

(CVC)

Marmotta

(AVT)

Vento di Ve.

(SCM)

Adamas

(AVT)

Maistral

(AVT)

3

Volpoca

(CVC)

Leon

(AVT)

Musa

(AVT)

Sisa

(CVC)

Cristina

(CVC)

Armando

(AVT)

[In Allegato vedi tutte le classifiche]

Vedi le cronache di Vittorio Resto
Vedi le foto di Sergio Zulian
Vedi le cronache di Giacomo Venturin
Vedi le foto in boa di Giorgio Pavan
Vedi le foto di Yuko Gherardi

Il Bocolo di Marina

Come di consueto la Regata del Bocolo dà il via alla stagione velaterzista. Sono trascorse solo poche ore e della regata si è già detto, scritto e fotografato tutto. Ma è davvero così? E il “backstage”, il gossip, i commenti di banchina dove li mettiamo?

Al Casanova si arriva presto il 25 aprile, troppo, se si considera che la regata è davanti a casa e la partenza è alle 13. Tutto il tempo per preparare le barche, bere il caffè, mangiare la brioches, bere un altro caffè e poi tutti in acqua.

Arriviamo sul campo di regata, noi di Ligeja, partiti con l’idea “andiamo tranquilli, mai troppo sbandati, l’importante è arrivare”, filosofia Decoubertiana smentita poi da frasi tipo “Bruno, non vorremo mica arrivare dopo quelli lì, vero?”, “ Bruno, se facciamo questa rotta riusciamo a passare quelle due barche e poi tiriamo dritto”…Alla faccia del “non facciamoci coinvolgere dall’agonismo sfrenato!

Il bello di arrivare presto in campo di regata è il poter ascoltare le conversazioni VHF. Per esempio quella che abbiamo definito la “recherche” dell’uomo col barchino che deve mettere le boe.

Dove ti xe?

So qua, visin el palo dea luce (ma è in acqua o a terra?!).

Vien vanti che no te vedo.

So qua, dadrìo l’isola de Campalto.

La surreale conversazione via VHF si protrae per parecchi minuti finché spunta il barchino e finalmente le boe sono al loro posto.

Nel frattempo si prendono decisioni fondamentali per la strategia di regata: meglio mangiare adesso, che poi in regata non si sa mai.

Così tutto intorno si vede gente che cazza fiocchi con in mano panini e altra che apre birre come se non ci fosse un domani (o un rinfresco più tardi). Forse stanno già festeggiando una sperata vittoria, o forse hanno solo sete.

E arriva il momento cruciale, quello in cui iniziano le procedure di partenza. La tensione è palpabile anche a bordo di Ligeja (eppure avevamo detto che la nostra filosofia era quella Decoubertiana…).

E la tensione deve essere stata palpabile a bordo di tutte, o tante, imbarcazioni, al punto che l’equipaggio di Luna preso forse dall’emozione, o forse per non aver memorizzato il bando, partirà con il turno sbagliato giocandosi così il primo risultato.

Altri ancora, scalpitando a pochi metri dal cancello, al segnale di partenza si trovano già oltre la linea e sono costretti a fare un 360, perdendo qualche secondo prezioso.

Noi siamo nel secondo turno, decidiamo di partire in barca giuria, poi all’ultimo istante il nostro capitan Bruno opta per la partenza in boa e va bene così. La barca fila ed è un piacere la navigazione. Il vento è quello giusto per noi, non troppo e non troppo poco; ci lasciamo alle spalle parecchie barche e ci avviamo verso la prima boa vedendo davanti a noi, a poche lunghezze, le barche più forti della nostra categoria. Che soddisfazione! Giro di boa perfetto, si va alla stazione mareografica e lì perdiamo tempo prezioso in una virata di prua, visto che l’abbattuta ci viene negata da una sampierota incerta sul da farsi. Pazienza, riprendiamo la galoppata ascoltando il VHF che offre continui spunti per un sorriso.

Scolta, barca giuria, ma l’isola de Campalto se lassa a destra o a sinistra?

L’isola di Campalto è libera, vedi tu.

E poco dopo un’altra voce:

Ma l’isola de Campalto la ciapemo a sinistra o a drtitta?

Se vai a dritta eviti le secche, se ti va a sinistra ti le ciapi.

E poi i dubbi sull’ultima boa. Va lasciata a dritta o a sinistra? Ce lo siamo chiesti, ed abbiamo chiesto, anche noi. Perché sembrava proprio che a qualcuno non fosse chiaro….

Ci lasciamo l’ultima boa a sinistra e tiriamo dritto verso il traguardo con un vento allegro che spinge sulle vele. Davanti a noi, a pochi metri dal traguardo, vediamo Alice con la randa giù. Accipicchia, cosa è successo, cosa si è rotto? Scopriremo poi che l’albero li ha abbandonati. Tagliamo il traguardo soddisfatti, ci sembra non sia andata tanto male, considerando alcuni intoppi e la prima volta di questo equipaggio!

Saremo al quarto posto su dieci barche della categoria verde. Figo! Il capitano è contento e noi anche.

Uno spumeggiante Nicola Zennaro (perché non lo chiamano a presentare Sanremo?) invita le signore regatanti a ricevere il boccolo offerto da AVT e legge briosamente le classifiche dei primi tre di ogni categoria in attesa del buffet che viene allestito in modo convulso, forse a causa dell’arrivo troppo anticipato dei regatanti.

Così ci si fionda su polpette, uova sode ed ogni altro ben di dio cominciando a discutere della regata appena terminata.

E si continuerà, poi, una volta tornati al circolo, in casetta, davanti un altro bicchiere di vino. Perché non abbiamo ancora voglia di tornare a casa, perché ognuno vuol raccontare la sua, di regata. E si continuerà a farlo fino al 1° maggio, quando partiremo per la Regata dei Fortini. E allora sarà un’altra storia, altre strategie, altri confronti, con la regata precedente, con quelle degli anni scorsi, in un crescendo di agonismo ed emozioni perché è importante partecipare, ma se vinci è anche meglio!

Marina

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