Sukabaruka – Vele bianche, Corsisti e ...... Georgia

La Sukabaruka è una regata importante, una regata di iniziazione e di beneficienza.

E’ la mia terza edizione e finalmente inizio ad essere rilassata, anche troppo… nel nostro Alpa niente orologi e tanto fair play, l’agonismo non ci consuma ma ci impegniamo… Dragonero dove sei… Fulvio ci servono i binocoli…

Vorrei che i corsisti fossero dipinti di arancione, vorrei riconoscerli e soprattutto vorrei conoscerli.. chi sono? Perché sono arrivati qui? Cosa pensano? Come sono fatti? Sono loro i protagonisti e io li ho solo intravisti, indaffarati la mattina nella preparazione delle barche, ma non li ho conosciuti.

Sono la marea che purifica le acque ferme, si mescola, si amalgama portatrice di ossigeno… almeno così mi piacerebbe che fosse. Dove siete, presentatevi, non disperdetevi, non demordete, abbiate un po’ di faccia tosta e chiedeteci di uscire… al CVC si trova sempre qualcuno.

Suka-Premiazioni, tributi ai soliti noti, sfottò ai tavoli (sono in vena), ottimo pranzo, mi aggiro tra le pentole, finalmente eccoli…

I volti dei nuovi arrivati sono sempre e ovunque un po’ simili accumunati da un senso di fuori-contesto e di entusiasmo.… ci possiamo immedesimare, sono ognuno di noi ogni volta che iniziamo qualcosa di nuovo. Sono tanti i corsisti derive di quest’anno, 60 ci dice il Gazza, e partecipano con tutti i trident in acqua. Molto bene CVC.

Gli istruttori fieri dei loro pupilli si fanno belli dei risultati. Guardo e mi diverto. Spesso gioco a richiamare alla memoria tutti coloro che mi hanno insegnato qualcosa. Sono tanti. Ci penso perché se qualcuno mi insegna mi fai il regalo più grande (sono certa che molti di voi che stanno leggendo neanche si immaginano di essere nella lista dei miei maestri).

E’ l’occasione giusta quindi, questa Suka, per ringraziare tutti gli istruttori del CVC, derive, vela al terzo e voga e tutti coloro che con pazienza, negli anni, ci hanno portato in barca e trasmesso il loro sapere.

Quest’anno il ricavato verrà devoluto all’associazione Papa Giovanni XXIII presente con una casa famiglia anche a Batumi in Georgia. 

Ci chiediamo ma dov’è questo posto esattamente? Ci possiamo arrivare via mare? E quante miglia sono? Certo che i dardanelli con un R18 la vedo dura… si scherza ma la curiosità è innescata. Il CVC, attraverso i suoi “ambasciatori”, viaggia e porta il suo piccolo contributo, l’anno scorso è stato in Africa, quest’anno in Georgia… siamo o non siamo naviganti?

                                              Sandra Ruzziconi

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