2 logocasanova

Per espressa richiesta dell'autore pubblico la presente LETTERA APERTA , già apparsa la scorsa settimana in Facebook , in quanto come esplicitato nella stessa non tutti i Soci possono essere pratici e alcuni possono anche non essere presenti in Facebook :

LETTERA APERTA AL PRESIDENTE ED AI CONSIGLIERI DEL CVC

Cari Amici , con l'esperienza di 65 anni di barca e 26 nella formazione di
allievi e capibarca , al CENTRO VELICO CAPRERA ; alle prime immagini del bravissimo Sergio su FB , ho postato ( si dice così ? ) il mio commento:
" E' ANDATA BENE !!! ( 3 ! ) , FORSE BISOGNA PENSARE ALLA SICUREZZA , CON UMILTA' ".

Devo aver sbagliato qualche tasto ( sono una frana con il PC ); tanto che il commento non è uscito !
Il giorno dopo , ho letto i giornali , testi e foto . Devo confessare che mi sono girate......"le eliche".

Ho apprezzato la discrezione degli altri due Presidenti del Polo.

Cordialità dal preistorico ed ormai fossile NINO ZORZETTO

di seguito la risposta data dal Presidente (anche questa già pubblicata in Facebook) :

Marco D'Alba

Pubblico qui su fb sia la lettera di Nino Zorzetto che la mia risposta per favorire un dibattito condiviso.

Ciao Nino,


Colgo l'occasione per rispondere a te tentando di fornire qualche dettaglio probabilmente non conosciuto che potrebbe aiutare la comprensione dei fatti e forse - parzialmente - cambiare il tenore di alcuni giudizi dati forse troppo frettolosamente:

• il giudice e presidente del comitato di regata ha atteso molto prima di prendere la decisione e l'ha fatto informando tutti gli equipaggi sulla tempistica dell'avanzamento del fronte: aveva infatti previsto direi in modo perfetto che la regata 1 si sarebbe conclusa e subito dopo ci sarebbe stato il colpo di vento previsto: il giudice ha issato la bandiera che impone l'obbligo a tutti i partecipanti di indossare giubbini salvagente ed ha anche avvertito che le condizioni non erano per neofiti: tutti sono stati informati e l'essere partiti non è stata una decisione della FIV ma una decisione dei soci che responsabilmente o meno hanno deciso di intraprendere la gara assumendosene in toto la responsabilità dei danni eventualmente provocati. Non ho voluto applicare nessuna forma di coercizione o di influenza sulla decisione del giudice di fare una prova, proprio per evidenziare quel che troppo spesso molti, anche i consiglieri, dimenticano: la scelta di prendere una barca, di scendere in acqua e gareggiare o veleggiare è e rimane SOLO in capo al singolo socio.

• soccorsi in acqua: la regata si è svolta con 4 mezzi di soccorso della CVM+ 1 CVC in acqua che hanno immediatamente raccolto i naufraghi e li hanno portati a terra...le procedure sono state davvero molto tempestive, in concomitanza i VVFF (chiamati da una pattuglia della polizia lagunare nei paraggi per caso) hanno iniziato il recupero delle barche. Se non ci fossero stati i VVFF avremmo recuperato le barche con i mezzi a disposizione con tempi probabilmente più lunghi.

• post regata: domenica tutti i soggetti coinvolti nei vari naufragi, si sono ritrovati per censire i danni e insieme sistemare il sistemabile. E' così che in una giornata di lavoro abbiamo sistemato tutti i trident e riarmato un R18. Abbiamo colto l'occasione per spiegare alcune operazioni che - per quanto poco - hanno aumentato la conoscenza della barca e dei propri limiti ai soci intervenuti.

• Non è stata e non sarà spesa nemmeno un'ora di manutenzione CVC su questa vicenda ed i costi riconducibili ai danni subiti non saranno a carico del circolo ma dei soci che, assumendosi la responsabilità dell'uscita, implicitamente si assumono la responsabilità anche dei danni provocati. Le quote sociali devono rimanere le attuali e non andranno intaccate da atteggiamenti irresponsabili. IN ogni caso lunedì arriverà il nuovo albero di PLANCTON (appena acquistato dal socio Tiziano Croce) e le vele saranno pagate pro quota dai vari soci coinvolti negli incidenti.
L'esperienza ha insegnato che:

1. le ancore montate sui trident e R18 non tengono e dovranno essere in prospettiva sostituite,

2. che alcuni soci si sono sopravvalutati nel decidere di partecipare alla regata NONOSTANTE GLI AVVERTIMENTI anche se poi hanno capito che andare in barca è una cosa che può avere delle implicazioni negative e pericolose e per questo va fatta responsabilmente, 

3. che la scuola dovrà ipotizzare step di avanzamento in modo da rendere chi esce dal corso base più consapevole delle proprie capacità (in questo caso la idoneità e la preidoneità sono un primo passo)

4. che bisogna puntare sui nodi che tutti devono sapere fare in condizioni limite,

5. potrebbe essere cosa buona numerare le barche sociali con dei grandi numeri adesivi per identificarle univocamente in caso di scuffia e dipingere il fondo sempre di rosso per essere visibili sempre in caso di scuffia,

6. la manutenzione forse deve essere eliminata ovvero deve essere parte di un percorso formativo che insegni che la barca va sempre controllata prima di uscire e va riparata in caso di danno. L'atteggiamento dei soci purtroppo è sempre più quello del club e questo va evitato e contrastato.

Caro Nino, la critica autorevole offre sempre interessanti spunti di riflessione e verrà da me e dal consiglio tutto sempre ascoltata, metabolizzata, tradotta in buone pratiche per il futuro.
Sono convinto che anche Matteo ed Andrea e tutti i consiglieri che a breve si cimenteranno con l'organizzazione di Velalonga, abbiano ricevuto degli importanti spunti di riflessione sui quali lavoreranno nelle prossime settimane.

TI ringrazio ancora e spero continuerai a stimolarci e darci consigli per una crescita sociale che continui (magari più rapidamente e con passi più spediti) a muoversi nell'ottica della sicurezza e dell'umiltà che anche la laguna richiede.

Marco

articolo collegato : PRIMA PROVA CAMPIONATO DERIVE

 

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