| Sotto vela nel golfo del Leone |
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| Riceviamo e pubblichiamo | ||||||||
| Scritto da Administrator | ||||||||
| Giovedì 07 Gennaio 2010 08:16 | ||||||||
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Sotto vela nel golfo del Leone.....meglio dire sotto i ruggenti 50 nodi. Il meteo non la dava per buona questa crociera, come volevasi dimostrare prima un maestrale molto bagnato e poi un ponente impetuoso ci hanno tenuti in porto per due giornate piene. Scrosci d'acqua sulla tuga impressionanti, raffiche in porto a 40 nodi, barca sbandata costantemente di 15 - 20 gradi, onda di flusso e reflusso che faceva letteralmente gemere le cime d'ormeggio... in tanti anni mai visto nulla di simile. Il porticiolo di Portovenere sotto acqua dal montare delle onde di marea, chiamarle onde è riduttivo, potevano essere tranquillamente scambiate per montagne d'acqua.
Dal porto vecchio del caruggio di Portovenere si potevano sentire i muggiti del mare, praticamente boati dal frangere delle onde sulla ripida costa, mai visto un porto perennemente colmo di schiuma... Solo dopo due giorni e due notti insonni dai gemiti della nostra barca, siamo riusciti a salpare, ben ridossati dall'isola Palmaria e accompagnati da "solo" 35 nodi con punte da 38. Tre mani, fiocco da tempesta, life line in coperta, salvagenti e imbragature e tanta allegria per la prima uscita. Peccato, perchè appena si usciva dal ridosso della Palmaria onde gigantesche aggredivano il nostro piccolo 40 piedi, piccolo si, perchè con quel mare e quel vento ci stava bene un 44 o 52 piedi. Il resto della navigazione si è protratta a ridosso del golfo, accompagnata da qualche raggio di sole e da venti sui 20 nodi in diminuzione. Questi davano in teoria una navigazione tranquilla, solo che però, dovevamo fare i conti con l'onda del mare vecchio, un onda lunga di un paio di metri fastidiosa e biricchina tanto da fare scaricare perennemente le vele e tanto da indurci ad accendere il motore per avere una parvenza di navigazione normale. Comunque una bella esperienza, abbiamo avuto modo di conoscere dal vivo la reale potenza del maestrale e del ponente, dove al di là dei racconti di mare sui 40 ruggenti, queste parti del tirreno regalano botte da 50 nodi e onde molto apprezzabili. Inutile rammentare che con grande soddisfazione del sottoscritto questo equipaggio del Casanova è riuscito comunque a divertirsi, ma sopratutto a deliziarsi il palato non solo con le leccornie preparate a bordo, ma con le famose alici in olio e origano delle 5 terre e il rispettivo vino, il polpo, i bianchetti fritti, le cozze ripiene e la mesciua, una zuppa locale accompagnata da un olio di oliva sapido e leggero. Buon vento. Stefano, Sabrina, Nerina,Fabio e Paolo del CVC.
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| Ultimo aggiornamento Giovedì 07 Gennaio 2010 08:27 |