Fra gli innumerevoli modelli di barche presenti a SanGiu lo Stag 18 è forse il più frequente, dopo gli Alpa/R18 ed i Trident. Infatti con l'arrivo di uno Stag 18 giallo la flotta raggiunge nove unità. Lo Stag 18 è un micro di 5,50 metri disegnato negli anni Ottanta da Luca Taddei e prodotto in serie dal cantiere Mark III di Desenzano sul Garda assieme ai suoi fratelli maggiori Stag 24 e 32.
La commercializzazione di questa imbarcazione è tutta italiana, infatti ve ne sono molti al nord italia ed alcuni al centro-sud, non vi è notizia di esportazioni forse perchè Mark III ha preferito commercializzare lo Stag 24 e 32. Lo Stag 18 è un'imbarcazione studiata appositamente per il campo di regata, ma capace di offrire il comfort necessario per brevi crociere. Durante la sua produzione sono state applicate numerose migliorie ed effettuate varianti sostanziali. E' stato prodotto nella versione a chiglia fissa e in quella a deriva mobile, la coperta è stata ridisegnata in due varianti e la poppa in alcuni esemplari provvista di spoiler (?). La versione a deriva mobile (totalmente a scomparsa) è ottima per la navigazione su bassi fondali come la laguna di Venezia. Il sistema di sollevamento della deriva è stato più volte rivisitato (e personalizzato dagli armatori) e varia da un sistema di carrucole e rinvii che portano la manovra direttamente in pozzetto ad uno più semplice costituito da un winch posto appena a poppa del sostegno sottocoperta dell'albero. Il pozzetto autovuotante può ospitare fino a quattro persone; sotto le panche, a estrema poppa ci sono due capienti gavoni. A prua il consueto gavone per l'ancora. L'albero non passante, in alluminio, è armato a 7/8, le manovre sono rinviate in pozzetto. Sono presenti paterazzo e amantiglio. E' armato con i consueti fiocco e randa ma spesso sono utilizzati genoa, gennaker e spi. Quasi sempre è dotato di due winch. In quasi tutte le versioni è presente il trasto randa, posto in posizione comoda e poco ingombrante. Gli interni prevedono quattro cuccette e, nelle versioni più accessoriate, fornello, lavello e un piccolo tavolo applicabile alla cassa della deriva mobile. In acqua, lo Stag 18 offre prestazioni buone a tutte le andature e si rivela semplice e reattivo in ogni tipo di manovra. La linea d'acqua malgrado l'età è ancora molto attuale ed elegante. La sua poppa larga gli conferisce una buona potenza alle andature portanti. Anche di bolina permette ottime velocità (ndr 5.5 knts al GPS). Caratteristiche:
CANTIERE Mark III (Lago di Garda)
PROGETTISTA Luca Taddei
TIPOLOGIA Cabinato - Crociera
ARMAMENTO Sloop
MATERIALE Vetroresina
CHIGLIA deriva mobile/fissa
LFT 5,50 mt
LWL 5 (?) mt
BAGLIO (max) 2,40 mt
DISLOCAMENTO 550 kg
PESCAGGIO STANDARD 1,10 mt
PESCAGGIO RIDOTTO 0,35 mt
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SETTIMANA D'ALTURA IN CROAZIA DAL 12 AL 19 GIUGNO 2010.
POSTI DISPONIBILI 16 IN 3 CABINATI CON PARTENZA DA VENEZIA (SI AGGIUNGERANNO 1/2 CABINATI). TRA QUALCHE GIORNO TUTTE LE INFORMAZIONI SUL SITO UFFICIALE DEL CIRCOLO VELICO CASANOVA. PER INFO
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. CHE EOLO SIA CON VOI!! ROBERTO ANDRIOLO
E' stato un duro lavoro ma ce l'abbiamo fatta! E' on-line il sito di Velalonga 2010 con nuovi contenuti, il bando di regata ed il percorso e a breve la possibilità di iscriversi on line alla 'famosissima regata'.
Cari Vincitori della Regata di San Valentino, Vi state chiedendo cosa fare dell'ambito trofeo faticosamente guadagnato fra bordi e cazzate? Ecco 2 simpatiche idee casa per riciclare i suddetti. Donna
Regata di Carnevale e San Valentino... e i Tuareg.
In attesa della classifica ufficiale pubblichiamo un'immagine scattata da ByRevi. Come potrete notare, i vincitori (non ufficiali per ora) si sono avvalsi dell'arma segreta che nemmeno ALINGHI possiede, infatti ha perso la 33a America's Cup!
Il Tuareg della Laguna, qui immortalato mentre saluta i fotografi. (Notare la pendant colore-barca/colore-copricapo) Clicca sulla foto per ingrandire a dismisura!!
Circumnavigare il mondo con un 19 piedi ...e portare a casa la pelle!
Il primo uomo che abbia mai attraversato l'oceano atlantico in solitara fu un americano, Alfred Johnson, nel 1876. La sua piccola imbarcazione (Centennial) era un 20 piedi armato a cutter, la tuga era in canapa e serviva da riparo. L'imbarcazione non era zavorrata e occorrevano almeno 20 minuti prima che potesse essere raddrizzata una volta rovesciata. Il viaggio durò 64 giorni da Gloucester in Massachusetts. ad Abercastle in Galles, dove Johnson arrivò il 18 Agosto alla strabiliante (per l'epoca) media di 2 nodi! Il primo velista a circumnavigare il mondo in solitaria fu invece Joshua Slocum, un vero uomo di mare statunitense. Il suo famoso yacht era uno sloop Spray, convertito durante il viaggio in un bialbero dopo aver aggiunto un piccolo albero di mezzana. Partito il 24 Aprile 1895, la sua rotta toccò il Nord Atlantico - Gibilterra - Il Sud Atlantico - lo stretto di Magellano - Il sud Pacifico - L'est dell'Australia- l'Oceano Indiano - Il Capo di Buona Speranza - per arrivare negli Stati Uniti il 27 Giugno 1898. Il primo velista a circumnavigare il mondo senza scalo fu l'inglese Robin Knox-Johnston che vinse la Golden Globe Race. Partito da Falmouth in Cornovaglia il 14 Giugno 1968 ed arrivato sempre a Falmouth il 22 Aprile 1969 (313 giorni) alla media di 3.6 nodi. Navigò attraverso l'Atlantico, Capo di Buona Speranza, sui Quaranta Ruggenti il sud dell'Australia e la Nuova Zelanda, Capo Horn e ritorno verso l'Inghilterra. Il suo yacth Suhaili era un Bermuda di 32 piedi armato a ketch. Il primo a circumnavigare il mondo contro i venti dominanti, da est verso ovest sui Quaranta Ruggenti, fu l'inglese Chay Blyth. Con il 'British Steel', un 59 piedi in acciaio armato a ketch . Da Hamble in Inghilterra 18 Ottobre 1970 e ritorno il 6 Agosto 1971. Velocità media: 3.858 nodi. Non si contano le successive imprese degli odierni navigatori, uomini e donne straordinari con mezzi straordinari capaci di confrontarsi con il mare per mesi e salvare la pelle. Non fa eccezione Méder Áron, trentenne navigatore solitario ungherese che a dispetto della tecnologia spinta, si è avventurato in una circumnavigazione del globo da brivido. Perchè di brivido si può certamente parlare quando si affrontano gli oceani con 19 piedi per giunta di 40 anni.
Lo sloop 'Carina' che ha utilizzato per l'impresa è lungo appena 6 metri (19 piedi), baglio 2,2 m. con chiglia di 1 m., ne più ne meno di tanti cabinati sonnecchiosi presenti in piazzale a San Giuliano. Il suo viaggio è terminato a Capodistria il 19 Settembre 2009 dopo tre anni di girovagare attraverso gli oceani dopo esser partito sempre da Capodistria. Ecco alcune foto dell'imbarcazione prima dell'avventura ed ovviamente prima del restauro!!
Qui il percorso effettivo del viaggio.
E a questo indirizzo tutte le informazioni su Carina ed il suo peregrinare: http://www.meder.hu/ Ma come disse Bernard Moitessier che arrivò secondo nella Golden Globe Race del 1969 : "Parlare di record è stupido, un insulto al mare. Pensare ad una competizione è grottesco. Dovete capire che un uomo solo per mesi e mesi si 'evolve'; alcuni dicono impazzisca...". Ed ora tocca a voi/noi!!!
Penuria di calendari quest'anno? Scarica il nuovissimo calendario dei casanoviani per il 2010. Avrei sottocchio l'intero anno in compagnia delle migliori immagini della stagione 2009 e potrai segnare le tue uscite. Le immagini sono tratte dal sito ufficiale del Circolo Velico Casanova, si ringraziano gli autori. Formato di stampa: A4. Buon anno, Claudio Grassi
Sotto vela nel golfo del Leone.....meglio dire sotto i ruggenti 50 nodi. Il meteo non la dava per buona questa crociera, come volevasi dimostrare prima un maestrale molto bagnato e poi un ponente impetuoso ci hanno tenuti in porto per due giornate piene. Scrosci d'acqua sulla tuga impressionanti, raffiche in porto a 40 nodi, barca sbandata costantemente di 15 - 20 gradi, onda di flusso e reflusso che faceva letteralmente gemere le cime d'ormeggio... in tanti anni mai visto nulla di simile. Il porticiolo di Portovenere sotto acqua dal montare delle onde di marea, chiamarle onde è riduttivo, potevano essere tranquillamente scambiate per montagne d'acqua.
Dal porto vecchio del caruggio di Portovenere si potevano sentire i muggiti del mare, praticamente boati dal frangere delle onde sulla ripida costa, mai visto un porto perennemente colmo di schiuma... Solo dopo due giorni e due notti insonni dai gemiti della nostra barca, siamo riusciti a salpare, ben ridossati dall'isola Palmaria e accompagnati da "solo" 35 nodi con punte da 38. Tre mani, fiocco da tempesta, life line in coperta, salvagenti e imbragature e tanta allegria per la prima uscita. Peccato, perchè appena si usciva dal ridosso della Palmaria onde gigantesche aggredivano il nostro piccolo 40 piedi, piccolo si, perchè con quel mare e quel vento ci stava bene un 44 o 52 piedi. Il resto della navigazione si è protratta a ridosso del golfo, accompagnata da qualche raggio di sole e da venti sui 20 nodi in diminuzione. Questi davano in teoria una navigazione tranquilla, solo che però, dovevamo fare i conti con l'onda del mare vecchio, un onda lunga di un paio di metri fastidiosa e biricchina tanto da fare scaricare perennemente le vele e tanto da indurci ad accendere il motore per avere una parvenza di navigazione normale. Comunque una bella esperienza, abbiamo avuto modo di conoscere dal vivo la reale potenza del maestrale e del ponente, dove al di là dei racconti di mare sui 40 ruggenti, queste parti del tirreno regalano botte da 50 nodi e onde molto apprezzabili. Inutile rammentare che con grande soddisfazione del sottoscritto questo equipaggio del Casanova è riuscito comunque a divertirsi, ma sopratutto a deliziarsi il palato non solo con le leccornie preparate a bordo, ma con le famose alici in olio e origano delle 5 terre e il rispettivo vino, il polpo, i bianchetti fritti, le cozze ripiene e la mesciua, una zuppa locale accompagnata da un olio di oliva sapido e leggero. Buon vento. Stefano, Sabrina, Nerina,Fabio e Paolo del CVC.
Buon Natale, questo è il terzo.... quanti bastano per croncretizzare i sogni dei marinai di ventolibero. Non semplici progetti, ma idee innovative nell'ambito della vela dei non vedenti. Non tanto per le iniziative esclusive di progetti unici al mondo, quali la biblioteca del mare per i non vedenti, il progetto eye cube di istruttori di vela non vedenti, ma per la voglia di creare una associazione che sia gestita anche da velisti non vedenti.
Dopo tre anni i tempi sono maturi per fare questo salto di qualità. Con il completamento del progetto eye cube non avremo solo istruttori di vela non vedenti, ma marinai in gamba pronti a continuare la rotta iniziata da Ventolibero. Spesso le associazioni nascono fine a se' stesse o per i propri soci. Ventolibero NO. Ventolibero apre una nuova strada nella storia delle associazioni, questa associazione è nata con lo scopo di dare non solo un servizio o una opportunità temporale, ma un concreto mezzo e uno strumento che permanga nel tempo per tutti quei marinai ciechi che vogliono assieme a tutti noi promuovere la vela solidale. Questo è per tutti noi un passo verso la reale integrazione delle persone disabili, dove le stesse trovano in Ventolibero non solo pari opportunità, ma serio coinvolgimento e partecipazione. A differenza degli infiniti progetti dedicati ai portatori di handicap, questo progetto concretizzerà la nostra visione più grande: SOLIDARIETA' SENZA LIMITI. Come un marinaio applica questo ideale , lo stesso marinaio è consapevole che una volta applicato e quindi trasmesso questo valore non scritto sarà poi di esempio per tutti. Questo è Ventolibero. Un esempio per tutti di incondizionata solidarietà dal mare.
Avevamo perso di vista Shilla di Marco D'Alba alla Barcolana 2009, ma oggi abbiamo scoperto alcune immagini inequivocabili sulla sua partecipazione alla magnifica regata. Eccole per voi, dal sito sailingphoto.it di Ezio Fonda una splendida immagine.